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La Costituzione (Art. 49)
«Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».
La realtà
I partiti hanno in mano ogni potere dello Stato, ma non rispondono di nulla. Oggi sono assimilati ad associazioni private – come una bocciofila o un club ricreativo – senza reali obblighi di democrazia interna, trasparenza o rendiconto. Il risultato? Circoli chiusi in mano a cricche autoreferenziali o a singoli “proprietari” inamovibili.
Nasce da questo stridente contrasto “L’Italia a mal partito”, un saggio-denuncia che individua la causa primaria di tutti i mali della Repubblica, ma che indica anche la cura e la via d’uscita dal tunnel.
La democrazia italiana è malata grave. La terapia esiste, ma i partiti non la vogliono perché lucrano sul male nazionale di cui sono causa e beneficiari. Per questo motivo, la sola medicina efficace è nelle mani dei cittadini.
Come possiamo guarire la nostra democrazia?
Restituendo loro lo strumento principale, l’Art. 49 della Costituzione e imponendo finalmente per legge ai partiti:
• Democrazia interna e trasparenza assoluta nella gestione e nei rendiconti.
• Tutela degli iscritti, garantendo a ciascuno il diritto di accesso, partecipazione, proposta e concorso effettivo alle decisioni.
• Rispetto delle regole statutarie su legittimità, durata e rinnovo degli organismi, procedimento democratico, verificabile e contestabile, di formazione di tutti gli atti.
• Controlli esterni da parte di autorità pubbliche indipendenti sotto l’egida della Corte Costituzionale.
• Sanzioni severe in caso di violazione, fino alla revoca del diritto di partecipare alle elezioni.
La democrazia italiana è a un bivio. Questo libro è una chiamata al risveglio per tutti i cittadini che vogliono riprendersi il futuro del Paese.
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