
Formato: EPUB
Si può prevenire la corruzione senza spendere nulla per prevenirla?
L’Italia ha risposto sì per oltre un decennio — e da quella risposta sbagliata nasce questo libro.
Nel 2012 l’Italia si è dotata di un impianto normativo anticorruzione tra i più analitici d’Europa. Ma quella riforma è nata sotto una clausola che ne ha condizionato il destino fin dal primo giorno: doveva costare zero. Nessuna risorsa aggiuntiva, nessun potere reale per chi doveva applicarla, nessun investimento nella formazione.
Attraverso i grandi scandali italiani — Tangentopoli, il Mose, Expo 2015, Mafia Capitale — i confronti internazionali con Singapore, Hong Kong e gli Stati Uniti, e un caso di applicazione integrale documentato dall’interno, questo libro racconta perché il “costo zero” non è solo un problema di bilancio, ma il sintomo di qualcosa di più profondo: il diritto trattato come un piacere da chiedere, anziché come una pretesa legittima da esercitare.
In queste pagine troverai:
• Un viaggio di quattromila anni, da Babilonia a Venezia, sulle radici antiche della corruzione
• L’analisi tecnica di rischio, audit e controlli, con un caso reale di applicazione integrale
• Il confronto tra i sistemi anticorruzione di oltre venti paesi
• Il ruolo — reale, non promesso — dell’intelligenza artificiale nella prevenzione
• Le reti clientelari, il carrierismo, il pantouflage: il potere che la sola norma non tocca
Scritto da un giurista con oltre vent’anni di esperienza diretta nella pubblica amministrazione italiana, Il paradosso dell’anticorruzione non è un manuale di adempimenti. È un tentativo di raccontare, con onestà e senza cinismo, perché un edificio normativo sofisticato non basta a fermare la corruzione — e che cosa servirebbe davvero perché funzioni.
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